03 Nov Pensioni 2027: età più alta e coefficienti meno favorevoli, ecco come cambia il calcolo dell’assegno
Dal 2027 andare in pensione richiederà un mese in più rispetto a oggi.
Salvo interventi normativi dell’ultima ora, entrerà infatti in vigore l’adeguamento automatico dei requisiti pensionistici all’aumento della speranza di vita.
La novità interesserà tutte le principali forme di pensionamento. La pensione di vecchiaia passerà da 67 anni a 67 anni e 1 mese, mentre per la pensione anticipata contributiva il requisito anagrafico salirà a 64 anni e 1 mese. Anche la pensione anticipata ordinaria richiederà un mese aggiuntivo di contribuzione, arrivando a 42 anni e 11 mesi per gli uomini e 41 anni e 11 mesi per le donne.
Resteranno invece escluse dagli adeguamenti legati alla speranza di vita alcune categorie impegnate in attività usuranti o gravose, per le quali continueranno ad applicarsi regole specifiche.
Come viene calcolata la pensione nel 2027
Le modalità di calcolo dell’assegno non cambiano. Per chi ha contributi versati prima del 1° gennaio 1996 continua a valere il sistema misto, composto da una quota retributiva e una quota contributiva.
La parte retributiva viene determinata sulla base delle retribuzioni percepite negli anni di lavoro e dell’anzianità contributiva maturata entro il 31 dicembre 1995.
Per tutti i contributi successivi, invece, si applica il sistema contributivo: i versamenti effettuati nel corso della carriera vengono accantonati in un montante individuale, rivalutato nel tempo e successivamente trasformato in pensione attraverso i cosiddetti coefficienti di trasformazione.
Coefficienti di trasformazione più bassi dal 2027
Proprio sui coefficienti arriva una delle principali novità.
L’aumento della speranza di vita ha infatti portato a una riduzione dei coefficienti di trasformazione che saranno utilizzati nel biennio 2027-2028. A parità di contributi accumulati, questo significa che il futuro assegno pensionistico risulterà leggermente più basso rispetto a quello ottenibile con i coefficienti oggi in vigore.
Per chi va in pensione a 67 anni, il coefficiente passa dal 5,608% al 5,514%.
Tuttavia questo valore non sarà applicato direttamente a chi accederà alla pensione di vecchiaia nel 2027, perché il nuovo requisito anagrafico sarà di 67 anni e 1 mese.
Il coefficiente per chi va in pensione a 67 anni e 1 mese
Per determinare il coefficiente corretto bisogna considerare anche il mese aggiuntivo richiesto dalla normativa.
In sostanza si prende il coefficiente previsto a 67 anni e si aggiunge un dodicesimo della differenza rispetto al coefficiente dei 68 anni.
Applicando questo criterio, il coefficiente effettivo per chi andrà in pensione a 67 anni e 1 mese risulta pari a circa 5,53%.
Si tratta comunque di un valore inferiore rispetto a quello utilizzato nell’attuale biennio.
Quanto si prende di pensione nel 2027
Utilizzando il coefficiente del 5,53%, e considerando esclusivamente la quota contributiva dell’assegno, si ottengono le seguenti simulazioni lorde:
| Montante contributivo | Pensione annua lorda | Pensione mensile lorda (13 mensilità) |
|---|---|---|
| 100.000 € | 5.530 € | 425 € |
| 150.000 € | 8.295 € | 638 € |
| 200.000 € | 11.060 € | 851 € |
| 250.000 € | 13.825 € | 1.063 € |
| 300.000 € | 16.590 € | 1.276 € |
| 350.000 € | 19.355 € | 1.489 € |
| 400.000 € | 22.120 € | 1.702 € |
Va ricordato che questi importi si riferiscono esclusivamente alla quota contributiva e sono espressi al lordo delle imposte. Per coloro che hanno anzianità precedente al 1996, alla quota contributiva andrà aggiunta anche la parte calcolata con il sistema retributivo.
Chi va in pensione nel 2027 sarà penalizzato?
L’effetto combinato dell’aumento dell’età pensionabile e della riduzione dei coefficienti rende il pensionamento nel 2027 leggermente meno favorevole rispetto agli anni precedenti a parità di montante contributivo.
Il mese aggiuntivo richiesto per l’accesso alla pensione consente in parte di compensare la riduzione del coefficiente, ma il valore finale resta comunque inferiore rispetto a quello applicato nell’attuale biennio. Per questo motivo chi maturerà il diritto alla pensione tra il 2026 e il 2027 potrebbe registrare differenze, seppur contenute, nell’importo finale dell’assegno.
