L’appuntamento di fine ottobre è ormai una routine del calendario, ma ogni anno porta con sé qualche dubbio e un minimo di assestamento. Il vantaggio è che si dormirà un’ora in più; lo svantaggio è la perdita di luce nel tardo pomeriggio, proprio mentre aumentano i consumi domestici di illuminazione e riscaldamento.
Il cambio non riguarda solo gli orologi: influisce sul ritmo circadiano, il sistema che regola sonno e veglia, e nei primi giorni può provocare stanchezza e sonnolenza. Sul piano politico il tema è tornato d’attualità: nel 2026 la Camera ha avviato un’indagine sull’ipotesi di rendere permanente l’ora legale, mentre in Europa la proposta di abolire il doppio cambio stagionale è ferma da tempo. Il passaggio all’ora solare è fissato, come sempre, per l’ultima domenica di ottobre: nel 2026 sarà il 25 ottobre, un giorno prima rispetto all’anno precedente.
L’appuntamento è quindi nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026: alle 3 le lancette andranno riportate alle 2. Si guadagna un’ora di sonno, l’alba arriverà prima secondo l’orario ufficiale, ma il tramonto sarà anticipato di un’ora, con il buio che in pieno inverno arriverà nel primo pomeriggio.
L’ora solare resterà in vigore fino all’ultimo weekend di marzo. Salvo novità legislative, il ritorno all’ora legale è previsto per domenica 28 marzo 2027, quando si sposteranno di nuovo le lancette in avanti di un’ora.
Il calendario dei prossimi cambi è quindi:
- 25 ottobre 2026: ritorno all’ora solare;
- 28 marzo 2027: ripristino dell’ora legale.
L’ora solare coincide con il fuso naturale del Paese, quello legato alla posizione del Sole. L’ora legale, invece, è una convenzione pensata per sfruttare meglio la luce nei mesi più lunghi, spostando avanti l’orario civile. La logica è energetica: meno illuminazione artificiale la sera significa minori consumi. L’idea risale alla Prima guerra mondiale; in Italia il doppio cambio è stabile dal 1966, mentre dal 2001 l’UE ha fissato un calendario comune per tutti gli Stati membri.
I numeri mostrano l’impatto del meccanismo. Secondo Terna, i sette mesi di ora legale del 2026 (29 marzo–25 ottobre) porteranno a un risparmio di circa 302 milioni di kWh, pari al consumo annuo di 115.000 famiglie. Tradotto in costi, significa circa 80 milioni di euro risparmiati, calcolati su un prezzo medio di 26,63 centesimi/kWh per il cliente domestico tipo. Sul piano ambientale, la minore richiesta di energia equivale a 142.000 tonnellate di CO₂ in meno.
Guardando alla serie storica, tra il 2004 e il 2025 l’ora legale ha permesso all’Italia di risparmiare oltre 12 miliardi di kWh, per un valore di circa 2,3 miliardi di euro.
Per la maggior parte dei dispositivi elettronici non serve alcun intervento: smartphone, tablet, computer, smartwatch, console e TV connessi aggiornano automaticamente data e ora. Un controllo, però, conviene farlo, soprattutto se in passato si sono modificate manualmente le impostazioni.
Tre elementi da verificare:
- Il fuso orario, che deve essere quello corretto; se risulta errato, probabilmente è stato impostato a mano o la rete mobile ha fornito un’informazione sbagliata.
- Data e ora, nel caso l’aggiornamento automatico sia disattivato.
- La connessione Internet, perché molti dispositivi non ricevono l’aggiornamento senza rete.
Per i televisori digitali l’aggiornamento è automatico; quelli analogici vanno regolati manualmente. Conviene ricordarsi anche degli orologi “nascosti”: cruscotto dell’auto nei modelli meno recenti, forno, microonde e altri elettrodomestici con display. Gli orologi radiocontrollati si aggiornano da soli, ma la sincronizzazione può ritardare: meglio non affidar loro la sveglia nei giorni immediatamente successivi al cambio.
Gli effetti sull’organismo
Il ritorno all’ora solare modifica temporaneamente l’equilibrio luce‑buio a cui ci si è abituati in estate. Il ritmo circadiano può risentirne, con sonnolenza diurna, affaticamento e aumento dell’appetito. Sono effetti transitori: in genere bastano pochi giorni per adattarsi.
C’è però anche un lato positivo: il risveglio avviene con più luce rispetto alle settimane precedenti, un vantaggio per chi si alza presto. La quantità di luce non cambia, cambia la sua distribuzione: più chiaro al mattino, più buio nel pomeriggio.