17 Mar Adeguamento dei requisiti pensionistici alla speranza di vita: chi resta fuori nel 2027-28
La definizione dei lavoratori esclusi dall’aumento dei requisiti legati alla speranza di vita per il biennio 2027-28 è arrivata dopo gli interventi introdotti dalla legge di Bilancio 2026.
Una recente circolare dell’Inps chiarisce come verrà applicato l’adeguamento graduale, considerando che il decreto del 19 dicembre 2025 ha fissato un incremento di tre mesi, ma la normativa ha scelto di distribuirlo in due passaggi: un mese nel 2027 e altri due nel 2028. Per la maggior parte dei lavoratori questo significa che l’età per la pensione di vecchiaia passerà dagli attuali 67 anni a 67 anni e 1 mese nel 2027, per poi arrivare a 67 anni e 3 mesi l’anno successivo, mantenendo invariati i 20 anni di contributi richiesti. Anche la pensione anticipata ordinaria subirà un lieve rialzo: gli uomini, oggi in uscita con 42 anni e 10 mesi di contributi, dovranno raggiungere 42 anni e 11 mesi nel 2027 e 43 anni e 1 mese nel 2028, mentre per le donne resta confermato un anno in meno. Per il 2029 non sono previsti ulteriori incrementi, in attesa del decreto che dovrà stabilire la nuova variazione della speranza di vita, anche se le proiezioni indicano un possibile aumento.
🛠️ Lavori usuranti e gravosi: le eccezioni all’aumento
Tra coloro che non subiranno l’adeguamento rientrano i lavoratori impegnati in mansioni particolarmente pesanti. Chi svolge attività usuranti potrà accedere alla pensione di vecchiaia con 66 anni e 7 mesi, purché abbia almeno 30 anni di contributi. Per le attività gravose la situazione è più articolata: chi ha svolto queste mansioni per almeno sette anni negli ultimi dieci, con 30 anni di contribuzione, potrà andare in pensione alla stessa età prevista per gli usuranti. Chi invece ha accumulato sei anni di attività gravose negli ultimi sette anni potrà accedere alla pensione di vecchiaia a 67 anni, perché escluso dal nuovo aumento ma non da quello introdotto nel 2019. Le lavoratrici impegnate in attività gravose continueranno a ottenere la pensione anticipata con 41 anni e dieci mesi di contributi, indipendentemente dall’età, se la mansione è stata svolta per sette anni negli ultimi dieci o per sei negli ultimi sette. Per chi opera in attività faticose e pesanti, il requisito è di sette anni negli ultimi dieci oppure almeno metà dell’intera vita lavorativa. Per gli uomini, invece, la soglia contributiva per l’anticipo resta fissata a 42 anni e dieci mesi.
👷♂️ Altre categorie tutelate
Restano esclusi dall’adeguamento anche i lavoratori notturni, gli addetti alla catena di montaggio e i conducenti del trasporto pubblico, che continueranno a uscire con il sistema delle quote, mantenendo un’età minima di 61 anni e 7 mesi e almeno 35 anni di contributi. I beneficiari dell’Ape sociale accederanno alla pensione di vecchiaia tenendo conto dell’aumento graduale della speranza di vita. Per il personale delle Forze armate, delle forze di polizia e dei vigili del fuoco è previsto un incremento aggiuntivo dei requisiti a partire dal 2028, che sarà applicato solo dopo l’emanazione del decreto attuativo dedicato. Anche per queste categorie l’Inps fornirà ulteriori chiarimenti una volta completato il quadro normativo.
