Perché in Italia l’energia elettrica è tanto costosa

Perché in Italia l’energia elettrica è tanto costosa

L’Italia continua a distinguersi in Europa per il costo elevato dell’energia elettrica, un fattore che pesa sempre di più su famiglie e imprese. I dati mostrano come il divario rispetto agli altri Paesi dell’eurozona sia ormai strutturale: non è il prezzo dell’energia in sé a fare la differenza, ma il peso eccezionalmente alto degli oneri di sistema, che in Italia incidono molto più che altrove. È un fardello che riduce la competitività delle PMI, colpisce in modo regressivo le famiglie a basso reddito e frena la crescita in un momento in cui la transizione energetica richiederebbe invece costi più sostenibili. Il tema della fiscalizzazione parziale degli oneri torna così al centro del dibattito, anche alla luce delle indicazioni del PNRR e delle sollecitazioni di AGCM e ARERA. Una riforma strutturale appare sempre più necessaria per allineare l’Italia agli standard europei e alleggerire un sistema che oggi grava per oltre 11 miliardi l’anno. Lettura completa: https://osservatoriocpi.unicatt.it/ocpi-pubblicazioni-perche-in-italia-l-energia-elettrica-e-tanto-costosa

Nel 2024 l’Italia continua a registrare prezzi dell’energia elettrica più alti della media europea, sia per famiglie sia per imprese. Secondo Eurostat, le famiglie italiane pagano 0,36 €/kWh, cioè:

  • +5% rispetto alla media dell’eurozona
  • +26% rispetto alla Spagna
  • +8% rispetto alla Francia

Per le PMI industriali, il prezzo (al netto IVA) è di 0,22 €/kWh, pari a:

  • +10% rispetto alla media eurozona
  • +22% rispetto alla Francia
  • +56,9% rispetto alla Spagna

Questo rappresenta un forte svantaggio competitivo, soprattutto nei settori esposti alla concorrenza internazionale.

Perché l’Italia paga di più? La scomposizione della bolletta

Eurostat distingue tre componenti principali:

  1. Prezzo all’ingrosso dell’energia
  2. Costi di rete (trasporto, distribuzione, misura)
  3. Oneri generali di sistema + imposte

Per una PMI dei servizi turistici:

  • Il prezzo all’ingrosso è simile a eurozona, Germania e Francia
  • È però +40,2% rispetto alla Spagna
  • I costi di rete italiani sono più bassi della media europea
  • La differenza la fanno gli oneri di sistema, che in Italia sono molto più alti

Gli oneri di sistema in Italia valgono circa 0,08 €/kWh, cioè:

  • >3 volte quelli di Spagna e Francia
  • quasi il doppio di Germania e media eurozona

Per una PMI, gli oneri pesano:

  • 30,1% del prezzo finale in Italia
  • 16,3% eurozona
  • 15,8% Germania
  • 10,7% Spagna
  • 9,9% Francia

Il caso Francia e Germania

  • La Francia ha storicamente un prezzo all’ingrosso molto più basso dell’Italia
    • Nel 2023: 0,15 €/kWh Francia vs 0,26 €/kWh Italia (–73%)
    • Nel 2024: differenza –26%
  • La Germania nel 2022 ha calmierato i prezzi con interventi pubblici più forti rispetto all’Italia.

Perché gli oneri italiani sono così alti?

Gli oneri generali di sistema finanziano:

  • incentivi alle rinnovabili (Asos)
  • agevolazioni per energivori
  • bonus sociale
  • meccanismi di capacità (capacity market + MACSE)

Gli incentivi alle rinnovabili pesano molto perché:

  • nei primi anni 2000 furono introdotti sussidi molto generosi (oltre 400 €/MWh)
  • ciò portò il fotovoltaico da <500 MW (2008) a >18 GW (2013)
  • questi incentivi durano 20 anni e sono ancora in pagamento
  • dopo il 2030 il loro costo dovrebbe dimezzarsi e poi azzerarsi

Oggi il fotovoltaico italiano ha raggiunto 37 GW installati, sostenuti da incentivi più moderati (Fer‑2 e Fer‑X), ma comunque con costi rilevanti:

  • Fer‑2: 35,3 miliardi in 20 anni
  • Fer‑X: 9,7 miliardi in 20 anni

La questione politica: bolletta o fiscalità generale?

Gli oneri di sistema valgono circa 11 miliardi l’anno. Non è realistico spostarli tutti sulla fiscalità, ma:

  • un parziale trasferimento (es. su IRPEF) alleggerirebbe le imprese
  • gli oneri in bolletta sono più regressivi dell’IRPEF e pesano di più sulle famiglie a basso reddito

Il PNRR chiede all’Italia di rimuovere gli oneri non energetici dalla bolletta. AGCM e ARERA hanno più volte sollecitato una fiscalizzazione graduale, iniziando dal bonus sociale. La proposta non è stata però attuata.

Conclusione

L’Italia paga l’energia elettrica più cara d’Europa non per il prezzo dell’energia in sé, ma per il peso eccezionalmente elevato degli oneri di sistema, legati soprattutto ai vecchi incentivi alle rinnovabili e ai meccanismi di capacità. Questi costi penalizzano imprese e famiglie, riducono la competitività e pongono il tema — ancora irrisolto — di una possibile riforma strutturale che sposti parte degli oneri sulla fiscalità generale.