30/9 Agroalimentare: la genetica fa il carrello della spesa del consumatore

Davvero la genetica la fa da padrona nel carrello della spesa? Certamente, ma il consumatore spesso non se ne rende proprio conto.

“Se andassimo indietro agli anni Ottanta a fare la spesa – ha spiegato Luigi Cattivelli, direttore del Crea – Centro di ricerca genomica e bioinformatica – i prodotti sarebbero molto differenti da quelli di oggi”.

Grazie all’innovazione genetica applicata alla maggiori parte delle piante frutta e verdura si conservano meglio, sono resistenti alle malattie e si possono trovare quasi tutto l’anno. Non solo: pomodori di tutte le forme e colori, pasta e riso che non scuociono, baby anguria fino all’uva italiana senza semi.

I frumenti? Nel 99% dei casi sono stati selezionati dopo il 1980, andando incontro alle esigenze del mercato.

Nella stalla? La genetica è entrata anche lì: oggi le vacche producono quasi il doppio del latte rispetto agli anni Ottanta, permettendo “di pagare un litro poco più di un caffè, con uno sconto grazie alla genetica di 50 centesimi” come spiega Cattivelli, che aggiunge: “Tutto questo è stato possibile grazie alle conoscenze di Mendel prima e alla scoperta del Dna dopo, che ha aperto la strada ad una nuova selezione varietale”.