Trent’anni della legge sui parchi, futuro d’Italia futuro d’Europa

Trent’anni della legge sui parchi, futuro d’Italia futuro d’Europa

I parchi naturali sono territori di eccellenze naturalistiche, scrigni di biodiversità e bellezza, habitat preziosi per le specie animali e vegetali, presidi avanzati nel contrasto ai mutamenti climatici e laboratori di sviluppo sostenibile. La pandemia, inoltre, ci ha mostrato il valore aggiunto che il contatto con la natura ha sulla salute fisica e mentale delle persone. In questa prospettiva, le aree naturali protette assumo un ruolo ancora più determinante nel processo di transizione ecologica, ormai strada obbligata per un’economia a misura d’uomo. Un percorso deciso e avviato a livello europeo e definito nella cornice del New Green Deal e del Next Generation UE, declinato in Italia con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che deve vedere i territori  protagonisti e soggetti attivi di una prospettiva all’insegna della sostenibilità.

Trent’anni fa, nel dicembre del 1991, fu varata la legge 394 che definiva e regolamentava gli enti parco, dando una spinta fondamentale a quello che diverrà il “sistema italiano delle aree naturali protette”. Un sistema la cui missione primaria è la conservazione della natura coniugata, come già indicato nella legge grazie a una visione lungimirante, a processi di sviluppo sostenibile oggi ancora più importanti, alla luce delle sfide del futuro per il nostro Paese e per l’Europa.
Se ne discute nel secondo incontro “Trent’anni di parchi, futuro d’Italia futuro d’Europa” promosso dal ministero della Transizione ecologica, in collaborazione con Federparchi, che si svolgerà all’hotel Nazionale in piazza Montecitorio martedì 14 dicembre, dalle ore 10 alle 13, e che, per esigenze Covid, potrà essere seguito solo sui canali social del MiTe e di Federparchi.

In allegato, il programma.

fonte: mite.gov.it