25 Mag Tanti conducenti sbagliano a usare le rotatorie: le regole del Codice della Strada
Le rotatorie sono diventate uno dei punti più caotici della circolazione stradale italiana, un luogo in cui si concentrano errori ricorrenti come l’immissione senza controllare il traffico, l’uso scorretto delle corsie e la mancata attivazione delle frecce . La ragione non dipende soltanto dalle abitudini di guida, ma soprattutto dal fatto che nel Codice della Strada manca una regolamentazione chiara e univoca dedicata alle rotatorie. Per anni gli automobilisti hanno dovuto interpretare le norme generali sulle intersezioni, ricavando le regole da articoli come il 143, il 144 e il 145, che riguardano rispettivamente la posizione dei veicoli, la circolazione per file parallele e la precedenza a destra .
Il vuoto normativo ha generato incertezza su aspetti fondamentali come la scelta della corsia, l’uso degli indicatori di direzione e la gestione della precedenza, creando comportamenti disomogenei e spesso pericolosi . Per colmare questa lacuna, nel 2017 è intervenuto il Ministero dei Trasporti con la Circolare n. 6935, che ha fornito per la prima volta istruzioni dettagliate sulla percorrenza delle rotatorie, distinguendo tra quelle a una corsia e quelle a più corsie e chiarendo come comportarsi in base all’uscita da imboccare.
La circolare parte dal principio che la rotatoria è un’intersezione e che ogni uscita equivale a una svolta, motivo per cui è necessario moderare la velocità, osservare il traffico e predisporre la manovra con anticipo. Nelle rotatorie a una sola corsia l’ingresso avviene mantenendo il margine destro, senza freccia sinistra, mentre la freccia destra va inserita immediatamente se si intende prendere la prima uscita o con anticipo se si prosegue oltre. Nelle rotatorie a due o più corsie il comportamento varia in base alla posizione dell’uscita: a destra, diritta o a sinistra, con l’obbligo di mantenere la corsia scelta e di segnalare correttamente ogni spostamento, soprattutto quando si deve rientrare sulla corsia esterna prima dell’uscita.
A complicare ulteriormente la situazione c’è la coesistenza di due modelli di rotatoria: quella “all’italiana” e quella “alla francese”. Nel primo caso, in assenza del segnale di dare precedenza, vale la regola generale e quindi ha la precedenza chi si immette, perché proviene da destra rispetto ai veicoli già nell’anello . Nel secondo caso, più diffuso in Europa e nelle rotatorie italiane più recenti, il segnale di dare precedenza impone a chi entra di cedere il passo a chi sta già circolando nella rotatoria. Il problema nasce dal fatto che in Italia i due sistemi convivono spesso nella stessa città, e l’unico elemento distintivo è il cartello, non sempre ben visibile o posizionato correttamente.
La confusione è alimentata anche dal fatto che molti automobilisti hanno conseguito la patente prima del 2017, quando la circolare ministeriale non esisteva ancora, e non hanno mai ricevuto una formazione specifica sulle rotatorie . Il risultato è un sistema in cui norme generali, regole ministeriali poco conosciute e modelli di precedenza opposti continuano a creare incertezza, rallentamenti e situazioni di rischio.
