Prima del Covid-19: come Hollywood ha immaginato le pandemie?

Prima del Covid-19: come Hollywood ha immaginato le pandemie?

(di Eduardo Lubrano). Virus, Covid-19: ad Hollywood con la fantascienza hanno sempre anticipato il futuro . Il mondo del cinema ha sempre avuto uno stretto rapporto con malattie misteriose, virus, pandemie, mutazioni e quant’altro del genere. Su IMDb (Internet MovieDatabase) un sito specializzato sul cinema per ricerche e recensioni, si trovano 373 film sul genere. Solo 80 sono ritenuti di una certa rilevanza in base a parametri diversi. Questo filone ha seguito l’immaginazione di sceneggiatori e registi ed anche e soprattutto l’evolversi delle varie e distruttive malattie che hanno colpito l’umanità: uno dei casi più clamorosi è Philadelphia, il film di Jonathan Demme con Tom Hanks, Denzel Washington ed Antonio Banderas che racconta l’agonia fisica, morale e legale di un avvocato colpito dall’Aids.

Fino ad arrivare ad un paio di titoli che oggi sembrano davvero un’anticipazione di quello che stiamo vivendo.

I primi sono tra gli anni ’30 ed il 1957: titoli come Il velo dipintoLa luce verdeUn popolo muoreLa grande pioggiaPanic in the streets, Bandiera gialla. Nel 1957 Ingar Bergamn diede alle stampe uno dei suoi capolavori, Il settimo sigillo, dialogo tra un cavaliere di ritorno dalle Crociate del 1300 e la Morte su una spiaggia durante una partita a scacchi. Sullo sfondo ma molto presente la peste che in quegli anni si portò via quasi un terzo della popolazione europea.

I tempi recenti

Dagli ’60 ad oggi un filone dentro il filone è stato quello dei virus che trasformano gli uomini in zombie, mostri, creature diverse insomma. E la letteratura cinematografica è molto ampia. In questo senso va citato l’originale del 1973 di George Romero “La città verrà distrutta all’alba” (rifatto poi nei primi anni del terzo millennio). Una malattia come l’Ebola ha ispirato nel 1995 un colossal (per la qualità e la quantità di attori del cast) : Virus letale. Si racconta la diffusione di un virus tramite una scimmia importata illegalmente negli Stati Uniti e c’è il classico scontro tra buoni e cattivi: medici in prima linea e alcuni ufficiali militari che evidentemente a conoscenza di tutto cercano di mettere sotto la sabbia quel che sta accadendo in una piccola città.

Il più vicino a noi

Per arrivare al 2011, anno di un altro film straordinario per qualità di attori, regia e vicinanza alla realtà, ci sono altri titoli più o meno importanti ma comunque indicativi di quel rapporto col quale abbiamo aperto questo post, tra cinema e virus: L’esercito delle 12 scimmie (un capolavoro secondo moltissimi), Patient ZeroCabin Fever28 settimane dopo (ambientato in Inghilterra), Resident Evil (tratto da un videogioco come molti altri), Quarantena 1 e 2, Io sono leggenda. E ci fermiamo qui per sintesi. Senza citare quelli nella cui trama, criminali di vario genere rubano fiale di virus e minacciano di diffondere l’epidemia per scopi meramente economici.

Ma appunto nel 2011 il regista Steven Soderbergh ha messo insieme Matt Damon, Gwyneth Paltrow, Lawrence Fishburne, Kate Winslet, Jude Law e molti altri volti conosciuti per realizzare Contagion: il rischio di una nuova pandemia su base planetaria allerta i medici del Center for Disease Control e dell’OMS. Devono isolare velocemente il nuovo virus, trovare una cura e circoscrivere il contagio iniziato a Hong Kong. Sembra girato nel 2019…

Fonte: Eduardo Lubrano – Impakter.it