Pensione a 62 anni con 35 anni di contributi: l’INPS vuole la domanda entro il 1° maggio

Pensione a 62 anni con 35 anni di contributi: l’INPS vuole la domanda entro il 1° maggio

L’arco temporale che devono rispettare i lavoratori interessati allapresentazione della domanda di pensione con quota 97,6 nel 2025 si chiude il prossimo 1° maggio e per non perdere il diritto è tassativo rispettare la scadenza richiesta dall’INPS. Il cui nuovo messaggio non fa altro che confermare le date entro cui i lavoratori interessati dovranno provvedere all’invio della domanda di certificazione del diritto. Ma di cosa si tratta davvero? Ecco tutti i rischi che corrono i lavoratori che non rispettano le regole che l’INPS ha messo in evidenza nel messaggio: indispensabile attenersi alle scadenze indicate.

Novità Inps per la pensione usuranti nel 2025 a 62 anni, bastano 35 anni di contributi, ma entro il primo maggio la domanda

Sulle circolari e sui messaggi INPS spesso si fa tanta confusione e si corre il rischio di perdere misure favorevoli per il solo fatto di non interpretare bene ciò che l’INPS scrive. Una cosa che l’Istituto ha confermato adesso è la scadenza del 1° maggio per le domande di certificazione del diritto a una particolare misura di pensione anticipata. Il messaggio è il numero 812 del 23 febbraio 2024. E riguarda la scadenza della presentazione delle domande di riconoscimento dello svolgimento di lavori particolarmente faticosi e pesanti. In pratica, è la domanda di certificazione del diritto per lo scivolo usuranti per andare in pensione a 62 anni. Ma solo per chi completa i requisiti entro il 31 dicembre 2025. In pratica entro il primo maggio prossimo chi crede di arrivare a completare tutte le condizioni utili allo scivolo, deve presentare domanda subito.

Cosa scrive l’INPS nel nuovo messaggio sulla pensione usuranti a 62 anni

In pratica l’INPS ha confermato ciò che aveva scritto già a marzo 2023, con il messaggio numero 1100 del 21 marzo. Perché come sempre la domanda di riconoscimento dello svolgimento di domanda di riconoscimento dello svolgimento di lavori particolarmente faticosi e pesanti per gli usuranti si presenta l’anno prima di quello in cui si maturano i requisiti. Un adempimento importante perché, come lo stesso Istituto sottolinea, e come previsto dall’articolo 2, comma 4, del Dlgs numero 67 del 2011, la presentazione della domanda di riconoscimento del beneficio oltre il termine del 1° maggio 2024 fa scatenare alcune condizioni penalizzanti per il richiedente. Infatti come si legge nei messaggi, il ritardo comporta il differimento della decorrenza del trattamento pensionistico anticipato. Per le istanze tardive, se presentate entro il primo giugno (un mese di ritardo), a diritto maturato il richiedente perde un mese come decorrenza della prestazione. Se la domanda è presentata entro il 1° luglio, cioè con due mesi di ritardo, si perdono due mesi di pensione. Invece per domande ancora successive, nel caso in cui il richiedente venga confermato il diritto alla prestazione, si perdono 3 mesi.

I requisiti per i lavori usuranti, gli addetti alla linea a catena e gli autisti del trasporto pubblico

A fugare ogni dubbio, ecco di nuovo i requisiti utili allo scivolo per lavoro usurante per uscire dal lavoro con la pensione a 62 anni. I contributi versati devono essere almeno pari a 35 anni. L’età anagrafica invece deve essere pari a 61 anni e 7 mesi per i lavoratori dipendenti. Invece deve essere pari a 62 anni e 7 mesi per i lavoratori autonomi. Resta fermo l’obbligo di raggiungere quota 97,6 per i dipendenti e 98,6 per gli autonomi. La misura si rivolge a tutti coloro che svolgono un lavoro usurante. Ma anche ai lavoratori dipendenti del settore privato che raggiungono il diritto alla pensione con il cumulo della contribuzione versata in una delle gestioni speciali dei lavoratori autonomi. Oltre ai lavori usuranti come previsto dal Dlgs numero 67 del 21 aprile 2011, l’accesso alla misura è consentito pure agli addetti alla linea a catena, agli autisti dei mezzi di trasporto pubblico con massa a pieno carico pari o superiore a 9 persone e agli addetti al lavoro notturno. Per questi ultimi le regole sono diverse però.

Il lavoro notturno e la pensione anticipata 2025

Il lavoro notturno in generale è quello svolto dalle ore 24:00 alle ore 05:00. Come per il lavoro usurante, per gli addetti alla linea a catena e per gli autisti del trasporto pubblico, l’attività notturna deve essere stata svolta per un determinato periodo. Infatti la regola è che l’attività è stata svolta per la metà della vita lavorativa o per 7 degli ultimi 10 anni di carriera. Occhio però alle notti effettivamente lavorate durante gli anni. Perché cambia l’età di uscita e cambia la quota. E dal momento che gli interessati alla domanda in scadenza il primo maggio prossimo sono coloro che maturano i requisiti nel 2025, meglio fare bene i calcoli e capire le regole. Infatti con quota 97,6 e con 61,7 anni di età e 35 anni di contributi possono uscire dal lavoro solo quelli che hanno svolto almeno 78 notti di lavoro all’anno (per gli autonomi sempre un anno in più). Invece con notti di lavoro tra 72 e 77, i lavoratori dipendenti possono uscire con quota 98,6 e con 62,7 anni di età e 35 anni di contributi, mentre gli autonomi con quota 99,6 e 63,7 anni di età. Per chi ha svolto meno notti di lavoro per anno, ma non meno di 64, la quota sale a 99,6 e 100,6 rispettivamente per dipendenti e autonomi. E sempre rispettivamente per dipendenti e autonomi l’età di uscita sale a 63,7 anni e 64,7 anni.

fonte: investireoggi.it