Bonus attività fisica adattata, ultimo sprint per le domande

Bonus attività fisica adattata, ultimo sprint per le domande

Mercoledì 15 marzo è l’ultimo giorno utile per chiedere di usufruire del credito d’imposta previsto quale contributo per le spese sostenute nello scorso anno dalle persone fisiche per lo svolgimento di Attività fisica adattata (Afa).
La domanda può essere inviata, direttamente dall’interessato oppure da un suo incaricato, esclusivamente per via telematica tramite il servizio web disponibile nell’area riservata del sito dell’Agenzia delle entrate.

Modello e istruzioni sono stati approvati con il provvedimento firmato l’11 ottobre 2022 dal direttore dell’Agenzia, che ha stabilito anche termini e modalità di presentazione delle istanze.

Il bonus, introdotto dalla legge di bilancio 2022, spetta per le spese documentate sostenute dal 1° gennaio al 31 dicembre 2022 per l’Attività fisica adattata (Afa) ossia per lo svolgimento di esercizi fisici prescritti per situazioni specifiche, come patologie croniche o disabilità fisiche, svolti, anche in gruppo, sotto la supervisione di un professionista competente e in luoghi e strutture non sanitarie (come le “palestre della salute”), con lo scopo di migliorare il livello di attività fisica, il benessere e la qualità della vita delle persone (articolo 2, comma 1, lettera e), Dlgs n. 36/2021).

Le modalità applicative del tax credit sono state definite dal decreto Mef del 5 maggio 2022.
Il credito può essere portato in detrazione dell’Irpef risultante dalla dichiarazione dei redditi relativa al 2022. L’eventuale residuo non utilizzato potrà essere fruito negli anni successivi.

Trascorsi dieci giorni dal termine di presentazione delle domande e, quindi, a dieci giorni dal 15 marzo, l’amministrazione finanziaria pubblica online il provvedimento con il quale comunica la percentuale del credito d’imposta a ciascuno assegnato rispetto all’importo richiesto in considerazione dei limiti delle risorse stanziate (1,5 milioni di euro per l’anno 2022). Il calcolo è effettuato rapportando la somma complessivamente disponibile all’ammontare dei crediti d’imposta richiesti. Il contributo è uguale al 100% nel caso in cui le richieste risultino inferiori alla dote spendibile.
fonte: fiscooggi.it