22/6 Assalzoo, Marcello Veronesi: “Il 60% delle materie prime per mangimi arriva dall’estero”

La dipendenza da materie prime alimentari importate dall’estero ha raggiunto una
soglia di allarme. Le risorse interne sono infatti insufficienti per rispondere alla domanda delle
aziende zootecniche: quasi il 60% dei cereali e delle farine proteiche impiegate per produrre
mangimi composti sono importati nel Paese con un impatto economico negativo di quasi 3 miliardi
di euro. Tra i casi più preoccupanti c’è il caso del mais passato dall’autosufficienza di una decina di
anni fa a un deficit del 50%. È questa la fotografia emersa durante l’Assemblea annuale di Assalzoo,
l’Associazione nazionale tra i produttori di alimenti zootecnici, che si è svolta a Roma 19 giugno.
“Si tratta di una situazione che genera preoccupazione”, evidenzia il presidente Assalzoo, Marcello
Veronesi. “La sostanziale dipendenza dalle importazioni espone il settore mangimistico, tra le altre
cose, alle fluttuazioni dei mercati e alla difficoltà di impostare politiche industriali di lungo periodo. È
un trend, quello della riduzione della produzione agricola italiana, che prosegue da anni e necessita
di uno shock per invertire la tendenza. Servono politiche nuove, serve spinta innovativa, serve spirito
di filiera per rilanciare l’agricoltura”.
Con l’economia agricola interna l’Italia copre solo il 40,8% del fabbisogno mentre il restante 59,2% è
costituito da materie prime estere, con un andamento crescente negli ultimi anni. Tra le diverse
colture il grado di approvvigionamento maggiore ce l’ha l’orzo con il 64,1%. Per il mais il tasso si
aggira intorno al 52%: la produzione totale poco superiore alle 6 milioni di tonnellate porta il
raccolto nazionale a un minimo storico, mentre al contrario l’import arriva a un picco storico
toccando 5,7 milioni di tonnellate di sola granella. All’avvio del nuovo millennio, l’Italia era ancora in
grado di soddisfare autonomamente il fabbisogno nazionale di mais. Ancora più basso il grado di
autoapprovvigionamento del grano tenero (le importazioni sono più del doppio del prodotto
nazionale: 5,6 vs 2,7 milioni).
“La zootecnia – prosegue il presidente Veronesi – è il primo soggetto che subisce le ripercussioni di
questa situazione ed è anche un soggetto fondamentale che fa da filtro per le attività di controllo
delle materie prime impiegate, nazionali o estere che siano, nel rispetto delle norme sulla sicurezza
alimentare. L’attività è a beneficio di tutta la filiera e naturalmente a tutela del consumatore finale.
C’è quindi bisogno di uno sforzo collettivo per affrontare questi deficit strutturali. Sulla questione
maidicola, in particolare, Assalzoo da tempo ha intrapreso un’azione di consapevolezza per riuscire a
compattare la filiera e garantire un futuro alla produzione italiana. È un percorso in divenire rispetto
al quale confidiamo di arrivare a un risultato importante”.