14/4 Siccità, scorte acqua fino a maggio e grandine sparsa rovinano l’agricoltura

Il maltempo, con pioggie diffuse sull’Italia dopo un lungo periodo di siccità, non deve trarre in inganno anche se i dati sulle disponibilità idriche confermano il positivo andamento del momento. In pochi giorni, questo è quanto risulta all’ANBI per il Nord Italia.

Il lago Maggiore è cresciuto di 17 centimetri, il livello di quello di Como segna quasi 10 centimetri in più, l’Iseo + 11 centimetri; il lago di Garda è addirittura 23 centimetri sopra la media del periodo.

Bene anche i fiumi con il Po, che ha abbandonato la fatidica quota minima dei 600 metri cubi al secondo a Pontelagoscuro per avvicinarsi molto alla media del periodo (mc/sec 1559) e l’Adige, che segna la seconda portata del più recente quinquennio a Boara Pisani (mc/sec 243.62).

I fiumi piemontesi (Dora Baltea, Tanaro Stura) sono tornati a regime, così come il Secchia in Emilia Romagna, mentre restano in sofferenza l’Enza ed il Reno. Migliora anche la situazione del lago di Bracciano, da cui attinge l’acquedotto di Roma: + 10 centimetri sul livello 2018.

“Le piogge di questi giorni – conclude Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – stanno riportando la situazione idrica delle regioni settentrionali del Paese verso la normalità del periodo. Non dobbiamo, però, illuderci perché le scorte idriche accumulate sono sufficienti indicativamente fino a fine Maggio, quando non avremo i consueti apporti idrici dallo scioglimento delle nevi, quest’anno praticamente dimezzate. Questo, nonostante si stia trattenendo la maggior quantità possibile d’acqua nei laghi, nei bacini artificiali e perfino nei canali.”

Ma l’aspetto peggiore del maltempo è il succedersi con una maggiore frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido alternarsi di sbalzi termici significativi che compromettono le coltivazioni nei campi. La grandine rimane l’evento più temuto dagli agricoltori in questo momento perché i chicchi, abbattendosi sulle verdure e sui frutteti in piena fioritura, spogliano le piante e compromettono i raccolti successivi dopo un anno di lavoro.