Un messaggio che arriva prima della domanda: l’INPS cambia approccio sull’Assegno sociale

Un messaggio che arriva prima della domanda: l’INPS cambia approccio sull’Assegno sociale

Negli ultimi giorni molti utenti hanno trovato nella propria area MyINPS un avviso inatteso.
Non è un sollecito né una richiesta di documenti: è un messaggio che invita a verificare se si ha diritto all’Assegno sociale. L’Istituto ha infatti avviato una campagna che cambia il modo di comunicare con i cittadini, anticipando il loro bisogno informativo e segnalando direttamente chi potrebbe avere i requisiti per la prestazione.

La novità è partita il 15 giugno, come indicato nel Messaggio INPS n. 1974/2026, e si basa sulla Piattaforma di Personalizzazione e Proattività, che incrocia i dati già presenti negli archivi dell’Istituto per individuare i potenziali beneficiari. L’avviso arriva soltanto a chi ha dato il consenso ai servizi proattivi nell’area MyINPS, motivo per cui due persone in condizioni simili possono ricevere trattamenti diversi: chi ha autorizzato l’uso dei dati riceve la notifica, chi non lo ha fatto deve comunque attivarsi autonomamente se ritiene di avere i requisiti.

La comunicazione non sostituisce la domanda. È solo un orientamento preliminare: il diritto all’Assegno sociale viene riconosciuto esclusivamente dopo la richiesta formale e la successiva istruttoria, che verifica età, reddito, residenza e soggiorno continuativo in Italia. Una volta ricevuto l’avviso, il cittadino deve quindi presentare la domanda tramite il servizio online dedicato, con SPID, CIE, CNS o eIDAS, oppure rivolgendosi ai patronati o al Contact Center Multicanale.

I requisiti restano quelli previsti dalla normativa: almeno 67 anni, condizioni economiche disagiate, residenza effettiva in Italia e dieci anni di soggiorno legale e continuativo. Per il 2026, l’importo pieno dell’Assegno sociale è pari a 546,24 euro al mese per 13 mensilità, con possibilità di riconoscimento ridotto in base al reddito personale e, se coniugati, anche a quello del coniuge.

La campagna del 15 giugno non va confusa con le comunicazioni inviate ai titolari già in pagamento. Nel primo caso l’INPS intercetta chi potrebbe avere diritto e non ha ancora presentato domanda; nel secondo, fornisce indicazioni operative a chi ha già ottenuto la prestazione, come modalità di pagamento e obblighi da rispettare. Le due comunicazioni intervengono in momenti diversi e rispondono a esigenze differenti.

L’obiettivo dell’Istituto è chiaro: ridurre il numero di persone che, pur avendo i requisiti, non richiedono l’Assegno sociale. L’avviso anticipa il bisogno informativo, mentre la domanda resta il passaggio che apre la verifica amministrativa. Per molti cittadini, questa comunicazione può diventare il primo segnale utile per controllare la propria posizione e avviare la pratica senza perdere mesi di possibile decorrenza .