Tumore ai polmoni: i pericoli del fumo e l’aumento dei casi tra non fumatori

Tumore ai polmoni: i pericoli del fumo e l’aumento dei casi tra non fumatori

Smettere di fumare resta il modo più efficace per ridurre il rischio di cancro ai polmoni, ma i medici stanno osservando un fenomeno inatteso: un numero crescente di diagnosi tra persone che non hanno mai fumato. “Si stima che quasi un terzo di tutti i casi di tumore ai polmoni nel mondo sia attribuibile a fattori di rischio non legati al fumo di sigaretta o all’uso di tabacco”, ha dichiarato il Dr. J. Nicholas Bodor, professore associato di ematologia/oncologia e co-fondatore della Never Smokers Lung Cancer Clinic presso il Fox Chase Cancer Center.

Queste stime si vanno ad affinacare a un’analisi recente dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), che ha evidenziato un incremento notevole dei casi di carcinoma polmonare tra individui che non hanno mai fumato, sottolineando l’importanza crescente dell’inquinamento atmosferico come elemento di rischio.

Tra le altre cause possibili vengono indicati: radon e fumo passivo. Le donne, in particolare, sembrano essere più vulnerabili, con tassi in aumento tra le asiatiche americane non fumatrici. “C’è un metabolita dell’estrogeno, chiamato 4-OHE, che abbiamo trovato a livelli più alti nei pazienti non fumatori con tumore ai polmoni rispetto ai soggetti sani”, ha aggiunto Bodor.

La diagnosi nei non fumatori è spesso tardiva, poiché i controlli non sono coperti per chi ha meno di 50 anni e non fuma. I sintomi iniziali — come tosse persistente, dolore toracico o perdita di peso — vengono spesso sottovalutati”, ha sottolineato Bodor. “Nonostante lo shock iniziale, esistono terapie mirate molto efficaci per i non fumatori, basate su test molecolari del tumore. Per i fumatori, il messaggio è chiaro: non è mai troppo tardi per smettere”, ha concluso Bodor.
fonte: phillyvoice.com e IARC.