24 Nov Sondaggio sul mercato abitativo, positivo il 3° trimestre 2025
Disponibile la pubblicazione periodica di Banca d’Italia, Tecnoborsa e Agenzia delle entrate con i dati sulle vendite del comparto residenziale e un quadro sulle prospettive future
Secondo l’indagine Banca d’Italia-Tecnoborsa-Agenzia delle Entrate condotta presso un campione di agenti immobiliari dal 22 settembre al 22 ottobre 2025, nel III trimestre di quest’anno le valutazioni dei prezzi di vendita delle abitazioni hanno registrato un consolidamento su gran parte del territorio nazionale, con un incremento particolarmente evidente nelle aree urbane del Nord-Est. Inoltre, i tempi medi di vendita del trimestre si confermano ai livelli più bassi di sempre. Anche la percentuale di agenzie che hanno portato a termine almeno una compravendita è rimasta alta durante la stagione estiva. La domanda mostra quindi segnali di recupero. In particolare, il divario tra le previsioni di aumento e di diminuzione dei potenziali acquirenti si è progressivamente ridotto. L’offerta di immobili, invece, continua a contrarsi, con un ulteriore calo dei nuovi incarichi di vendita. Miglioramenti per l’accesso al credito immobiliare le cui difficoltà permangono minime. In tale contesto, la quota di compravendite finanziate tramite mutuo e il rapporto tra prestito e valore dell’immobile hanno raggiunto i livelli più elevati dal 2022. Intanto, le pressioni al rialzo sui canoni di locazione sono sempre più evidenti, anche a causa dell’espansione degli affitti brevi.
Nel complesso, le prospettive per il mercato immobiliare nel quarto trimestre dell’anno restano positive.
L’andamento dei prezzi e altri dati
Nel terzo trimestre del 2025, il saldo tra giudizi di aumento e diminuzione dei prezzi delle abitazioni è salito a +7 punti, contro i 5 punti del trimestre precedente, con un incremento soprattutto nelle aree urbane del Nord-Est e del Centro Italia. Lo sconto medio sui prezzi richiesti dai venditori è sceso leggermente al 7,5%, mentre i tempi di vendita sono rimasti ai minimi storici, con un aumento marginale a 5,6 mesi. La quota di agenzie che hanno concluso almeno una compravendita è rimasta alta, attestandosi all’86%, mentre la domanda si sta riprendendo. Cala invece il numero degli incarichi a vendere. Sul versante del credito, le difficoltà restano contenute, e la quota di compravendite finanziate con mutuo è aumentata, fermandosi al 65,9% del totale degli acquisti.
Crescita moderata dei canoni di locazione, l’impatto delle locazioni brevi
I canoni di locazione continuano a crescere, ma con un ritmo più contenuto: il saldo tra giudizi di aumento e diminuzione è sceso a +41 punti (da +43 nel trimestre precedente), con una flessione più marcata nelle aree non urbane. La maggior parte delle agenzie attribuisce l’aumento alla riduzione dell’offerta di abitazioni, accentuata dalla preferenza per gli affitti brevi. Lo sconto sui canoni rimane basso, intorno al 2%. Le previsioni per il trimestre in corso indicano ancora un aumento dei canoni, ma il saldo tra aumenti e diminuzioni è leggermente sceso a 22 punti. Oltre il 50% delle agenzie segnala un impatto delle locazioni brevi, soprattutto su canoni superiori ai 30 giorni, con effetti significativi per più del 60% degli operatori.
L’effetto delle locazioni brevi sui prezzi di vendita è invece diminuito. Riepilogando, le prospettive per i prezzi di vendita nel quarto trimestre sono più favorevoli rispetto al 2024, con attese di lievi diminuzioni e moderati aumenti nel Nord-Est e nel Centro.
fonte: fiscooggi.it
