Senza SPID niente visita medica online: come gestire le assenze da lavoro

Senza SPID niente visita medica online: come gestire le assenze da lavoro

La telemedicina nasce per semplificare la vita dei cittadini, ma le nuove regole rischiano di produrre l’effetto opposto. L’obbligo di accedere alle visite online tramite SPID, CIE o CNS sta infatti creando difficoltà soprattutto ai lavoratori che assistono familiari anziani o fragili, con un impatto diretto sulle assenze dal lavoro. L’articolo spiega che la telemedicina dovrebbe ridurre spostamenti e tempi morti, facilitando la gestione della salute di chi lavora , ma le nuove modalità di accesso stanno generando problemi inattesi.

Il nodo principale è semplice: molti anziani e persone fragili non possiedono un’identità digitale o non sono in grado di utilizzarla autonomamente . Questo costringe i lavoratori a intervenire in prima persona, accompagnando i familiari alle visite o gestendo pratiche sanitarie al posto loro. Il risultato è un aumento di permessi, assenze e continue riorganizzazioni degli orari di lavoro, come evidenziato nel passaggio in cui si sottolinea che la mancata accessibilità porta a «più richieste di permessi, giornate di assenza e necessità di riorganizzare continuamente gli orari» .

Il problema nasce dal decreto che disciplina la piattaforma nazionale di telemedicina, che prevede accesso esclusivo tramite identità digitale per ragioni di sicurezza . Una scelta che però non tiene conto della realtà quotidiana: proprio chi avrebbe più bisogno di questi servizi rischia di restarne escluso, creando una frattura evidente nel sistema sanitario digitale .

La questione diventa ancora più rilevante se si considera che il PNRR ha investito 1,5 miliardi di euro per sviluppare la telemedicina e raggiungere centinaia di migliaia di pazienti . Con l’avvio delle Case di Comunità e la diffusione di televisite e telemonitoraggi, questo modello è destinato a diventare centrale. Ma senza un accesso realmente inclusivo, una parte dei benefici rischia di andare perduta, scaricando il peso organizzativo proprio sui lavoratori che assistono familiari fragili .

La Società Italiana di Telemedicina ha già chiesto una fase transitoria per rendere meno rigido l’accesso ai servizi, evitando che milioni di persone restino escluse e che il carico ricada sulle famiglie e sui lavoratori . Senza correttivi, avverte l’articolo, la telemedicina rischia di trasformarsi da opportunità a ostacolo, aumentando assenze, stress e difficoltà nella conciliazione tra vita privata e lavoro.