07 Mar Ritorna l’ora legale 2026 a marzo, quando cambia l’orario?
Con l’arrivo della primavera torna puntuale la stessa domanda: quando cambia l’ora? Nel 2026 il passaggio all’ora legale avverrà nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo, quando alle 2:00 sarà necessario spostare le lancette avanti di un’ora, direttamente alle 3:00. Si dormirà un po’ meno, ma le giornate sembreranno subito più luminose grazie alla maggiore luce serale. L’Italia – come la maggior parte dei Paesi europei – continua ad adottare questo sistema, nonostante da anni si discuta della sua abolizione. L’Unione Europea aveva ipotizzato una riforma nel 2019, lasciando agli Stati la scelta tra ora solare o legale permanente, ma il progetto non è mai stato portato a termine.
Ogni marzo circola l’idea che l’ora legale “arrivi prima del solito”, ma è solo un’impressione: il cambio avviene sempre l’ultima domenica del mese. È il calendario a far sembrare la data più o meno anticipata, non una modifica del meccanismo.
Quando scatterà l’ora legale nel 2026
Nel 2026 l’ora legale entrerà in vigore nella notte tra il 28 e il 29 marzo: alle 2:00 gli orologi andranno portati avanti di un’ora. Il passaggio accorcia la notte ma permette di sfruttare più luce naturale nel tardo pomeriggio, motivo per cui il sistema fu introdotto. La maggior parte dei dispositivi digitali si aggiorna automaticamente, mentre orologi analogici e apparecchi non connessi richiedono una regolazione manuale.
Il dibattito europeo sul mantenere o meno il cambio stagionale è ancora aperto, ma per ora tutto resta com’è. Molti Paesi del mondo, invece, non adottano più l’ora legale: in Europa, ad esempio, Russia, Turchia e Bielorussia mantengono lo stesso orario tutto l’anno, mentre in gran parte dell’Africa e dell’Asia il sistema non è mai stato utilizzato perché la durata del giorno varia poco.
Perché sembra che l’ora legale arrivi “in anticipo”
La sensazione che l’ora legale venga anticipata dipende dal fatto che la data non è fissa: cade sempre nell’ultima domenica di marzo, che può essere il 29, il 30 o il 31. Quando il cambio avviene prima del 30, sembra che sia arrivato prima del previsto, ma la regola è identica da decenni. Lo stesso vale per il ritorno all’ora solare, fissato all’ultima domenica di ottobre: anche lì la data oscilla leggermente, pur seguendo sempre lo stesso criterio.
