Quattordicesima e pensioni ai superstiti: l’INPS chiude i controlli e prepara i recuperi degli indebiti

Quattordicesima e pensioni ai superstiti: l’INPS chiude i controlli e prepara i recuperi degli indebiti

L’INPS ha concluso le verifiche sulla quattordicesima e sulle pensioni ai superstiti erogate in via provvisoria nel 2024 ai pensionati della Gestione Pubblica. L’Istituto ha annunciato che, entro dicembre, invierà le comunicazioni ufficiali ai soggetti interessati, informandoli del recupero delle somme corrisposte sulla base di redditi presunti risultati poi più bassi rispetto a quelli effettivamente dichiarati. In pratica, chi ha percepito importi non dovuti vedrà applicate trattenute sulla pensione fino a un massimo di 60 rate mensili, come chiarito nel messaggio INPS n. 2608/2026.

Controlli incrociati con l’Agenzia delle Entrate

L’operazione discende dall’articolo 35 del decreto-legge 207/2008. Le verifiche hanno riguardato due aspetti: la somma aggiuntiva (la cosiddetta quattordicesima) e i limiti di cumulabilità delle pensioni ai superstiti, secondo quanto previsto dalla legge 335/1995. Per ricostruire correttamente la situazione, l’INPS ha confrontato i redditi presunti utilizzati per le erogazioni provvisorie con i dati ufficiali forniti dall’Agenzia delle Entrate il 18 novembre 2025. Sono stati analizzati i redditi non pensionistici relativi al 2023 (modello 730, CU e Redditi PF 2024), insieme alle informazioni presenti nel Casellario centrale dei pensionati per il 2023 e il 2024. Il confronto ha permesso di individuare sia le posizioni corrette sia quelle con somme percepite in eccesso.

Dal punto di vista fiscale, l’INPS ha ricordato che l’imponibile IRPEF delle pensioni 2023-2024 è stato ridotto dell’incremento straordinario previsto dalla Legge di Bilancio 2023.

Quando partiranno le trattenute

Le notifiche con il dettaglio del debito saranno inviate entro il 31 dicembre 2026. Le trattenute inizieranno secondo questo calendario:

Quattordicesima: da dicembre 2026 – Pensioni ai superstiti: da gennaio 2027

Il piano di recupero dovrà rispettare alcune tutele fondamentali:

Limite del quinto: la trattenuta non potrà superare il 20% della pensione complessiva. – Salvaguardia del trattamento minimo: la pensione non potrà scendere sotto il minimo previsto. – Restituzione al netto dell’IRPEF: le somme già tassate saranno recuperate al netto dell’imposta. – Dilazione fino a 60 rate: massimo cinque anni di trattenute.

Se la pensione principale non è sufficiente, il recupero potrà essere effettuato su altri trattamenti della Gestione Pubblica intestati allo stesso beneficiario o tramite avviso pagoPA.

30 giorni per chiedere il riesame

La comunicazione arriverà via PEC per chi ha un domicilio digitale, oppure tramite raccomandata A/R. Dal momento della ricezione, il pensionato avrà 30 giorni per rivolgersi alla sede INPS competente e presentare documenti utili a correggere eventuali errori.

Le strutture territoriali, con autorizzazione del responsabile, potranno anche rimodulare il piano di recupero predisposto centralmente, adattandolo alle esigenze del pensionato nei limiti consentiti dalla normativa.