16 Lug Nuove regole per Dop e Igp: i consorzi diventano più forti e centrali nella tutela delle eccellenze italiane
L’Italia compie un passo decisivo nella modernizzazione del sistema delle Indicazioni Geografiche. Il Ministero dell’Agricoltura ha infatti adottato il nuovo decreto che attua il Regolamento (UE) 2024/1143, riformando in profondità il ruolo e le competenze dei consorzi di tutela dei prodotti Dop e Igp. Una svolta che arriva in un Paese pioniere delle denominazioni d’origine – il primo consorzio, quello del Grana Padano, risale al 1954 – e leader europeo per numero di prodotti certificati.
Il provvedimento rafforza innanzitutto i poteri dei consorzi, confermati nel loro ruolo centrale nella promozione, valorizzazione, vigilanza e tutela giuridica dei marchi. A queste funzioni si aggiungono ora la gestione produttiva della denominazione, competenze avanzate sulla proprietà intellettuale, il contrasto agli usi illeciti, il monitoraggio dei mercati e la tutela online. Particolare attenzione viene riservata all’utilizzo dei prodotti Dop e Igp come ingredienti di altri alimenti trasformati, un ambito sempre più rilevante e spesso oggetto di abusi.
Due nuove aree entrano ufficialmente nel perimetro consortile: turismo enogastronomico e sostenibilità. I consorzi potranno promuovere iniziative turistiche legate ai prodotti, ai territori e alle comunità locali, e allo stesso tempo guidare gli investimenti delle imprese verso modelli produttivi sostenibili. Il decreto Masaf, dedicato ai prodotti alimentari (per il vino seguirà un provvedimento specifico), introduce inoltre criteri chiari di rappresentanza delle diverse categorie produttive, superando contrasti storici che in passato avevano rallentato la crescita di alcune filiere.
Un altro elemento innovativo è la possibilità di costituire consorzi che rappresentino più marchi Dop e Igp, anche appartenenti a categorie merceologiche differenti ma radicate nello stesso territorio. Una soluzione che potrà dare voce anche alle produzioni locali più piccole, favorendo aggregazione e governance condivisa.
Il decreto si inserisce nel quadro della riforma europea delle Indicazioni Geografiche avviata con il pacchetto qualità 2024, che punta a rafforzare competitività, trasparenza e gestione delle filiere certificate. Le nuove norme aggiornano i criteri di riconoscimento dei consorzi, ampliano le competenze operative e recepiscono le innovazioni del Regolamento (UE) 2024/1143 in materia di sostenibilità ambientale e sociale, tutela della proprietà intellettuale, uso delle IG nei prodotti composti e regolazione dell’offerta, in coerenza con il Regolamento (UE) n. 1151/2012 e con il Regolamento (UE) 2021/2117.
Sul fronte della vigilanza, ai consorzi viene riconosciuto un ruolo più incisivo nel contrasto alle evocazioni e alle imitazioni, anche online, e nella gestione degli elenchi degli operatori autorizzati all’uso dell’IG come ingrediente. Una modernizzazione che risponde alle esigenze di un mercato globale sempre più complesso.
Il presidente di Origin Italia, Cesare Baldrighi, ha accolto con favore il provvedimento: «Con questo decreto si compie un passaggio decisivo nell’attuazione nazionale del Regolamento UE 2024/1143. Il sistema italiano delle Indicazioni Geografiche ha bisogno di Consorzi forti, riconosciuti, rappresentativi e dotati di funzioni moderne per garantire la qualità agroalimentare».
Sulla stessa linea il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida: «Il provvedimento rafforza e modernizza il ruolo dei Consorzi di tutela, compiendo un importante passo in avanti per la promozione, la sostenibilità e la tutela delle produzioni italiane a Indicazione Geografica. I Consorzi sono uno dei pilastri del successo della Dop Economy: un mercato da 20,7 miliardi di euro di valore alla produzione e un export che nel 2024 ha superato i 12 miliardi. L’Italia è leader in Europa per prodotti a Indicazione Geografica: eccellenze uniche al mondo, fondate sulla qualità, sull’identità e sul legame inscindibile con il territorio e le nostre tradizioni. Un patrimonio che continueremo a sostenere con determinazione perché è una delle vie per far riconoscere alle nostre eccellenze il giusto valore e distribuirlo lungo la filiera».
Il nuovo decreto segna dunque un’evoluzione profonda del sistema delle IG, rafforzando strumenti, governance e capacità di presidio dei consorzi. Un aggiornamento che guarda alla competitività internazionale, alla tutela delle produzioni e alla valorizzazione dei territori, confermando il ruolo strategico delle denominazioni d’origine nell’economia agroalimentare italiana.
