Modello 730 – Dentro la dichiarazione: quali sono i lavori edilizi che aprono al bonus?

Modello 730 – Dentro la dichiarazione: quali sono i lavori edilizi che aprono al bonus?

Quando si parla di bonus per il recupero del patrimonio edilizio, l’attenzione finisce spesso sui lavori più comuni: rifare il bagno, cambiare gli infissi, sistemare gli impianti.

In realtà, negli ultimi anni l’Agenzia delle Entrate e il legislatore hanno chiarito una serie di situazioni particolari che hanno ampliato in modo significativo il campo di applicazione della detrazione. La regola generale resta la stessa: l’agevolazione spetta per interventi su immobili residenziali già esistenti e sulle loro pertinenze. Ma oggi rientrano nel beneficio anche spese che un tempo avrebbero generato dubbi, soprattutto in materia di demolizione e ricostruzione, recupero di immobili collabenti, interventi antisismici locali e abbattimento delle barriere architettoniche. Un esempio poco noto: la detrazione può spettare anche se l’abitazione è l’unica unità residenziale dentro un edificio destinato ad altro uso, come l’alloggio del portiere.

Immobili fatiscenti e ruderi

Tra i casi più delicati ci sono gli immobili censiti come F/2 (collabenti), F/3 (in costruzione) e F/4 (in definizione). Anche fabbricati in condizioni di forte degrado, privi di rendita catastale e spesso inutilizzabili, possono accedere alla detrazione se:

– l’edificio è già esistente – l’intervento non configura una nuova costruzione – al termine dei lavori l’immobile diventa abitazione.

Un chiarimento fondamentale per chi recupera casali, ruderi e fabbricati abbandonati, un settore in forte crescita nelle aree interne del Paese.

L’ex fienile che diventa casa

Tra le situazioni più interessanti c’è la trasformazione di edifici agricoli in abitazioni. L’Agenzia ha confermato che è possibile detrarre le spese per il recupero di un fienile o di un fabbricato rurale che, grazie ai lavori, acquisisce destinazione residenziale. L’elemento decisivo è che il cambio d’uso sia indicato nel titolo edilizio.

Demolizione e ricostruzione: cosa è cambiato

Dal 17 luglio 2020 il concetto di ristrutturazione edilizia è stato ampliato. Prima la ricostruzione doveva rispettare fedelmente sagoma e caratteristiche dell’edificio originario. Oggi rientrano nella ristrutturazione anche demolizioni e ricostruzioni con sagoma, sedime, prospetti e tipologie diverse. In alcuni casi sono ammessi anche aumenti volumetrici previsti da norme urbanistiche o programmi di rigenerazione. Restano però limiti più rigidi per immobili vincolati e molti edifici dei centri storici.

Dal 2025 stop alle caldaie a combustibili fossili

Sul fronte energetico, la novità più rilevante riguarda l’uscita dalle agevolazioni degli impianti alimentati da combustibili fossili. Dal 2025 non sono più detraibili le caldaie a condensazione e i generatori d’aria calda alimentati a combustibili fossili, né le opere collegate. Restano invece agevolati:

– pompe di calore a gas – sistemi ibridi – generatori a biomassa – microcogeneratori.

Box pertinenziali di nuova costruzione

Pur essendo esclusa la nuova costruzione, il box pertinenziale rappresenta una deroga importante: si può detrarre sia la costruzione sia l’acquisto del box già realizzato dall’impresa. Se si compra casa e box insieme, la detrazione riguarda solo i costi di costruzione del box, certificati dal venditore. Interessante la possibilità di ottenere la detrazione anche senza bonifico parlante, se il costruttore lo dichiara nell’atto notarile.

Barriere architettoniche

Non è necessario che nell’immobile viva una persona con disabilità per ottenere la detrazione. Ascensori, servoscala e piattaforme elevatrici sono agevolabili anche in assenza di soggetti fragili, purché rispettino i requisiti tecnici. Non tutto ciò che “sembra” accessibile rientra nel bonus: la semplice sostituzione della vasca con una vasca dotata di sportello, ad esempio, non sempre è ammessa. Inoltre, la detrazione vale solo per edifici già esistenti, non per lavori eseguiti durante la costruzione.

Amianto e sicurezza domestica

Tra le categorie meno note ci sono la bonifica dell’amianto e gli interventi per prevenire gli incidenti domestici. Sono detraibili corrimano, vetri di sicurezza, rilevatori di gas e la riparazione di impianti pericolosi. Non è invece agevolabile l’acquisto di elettrodomestici o cucine dotate di dispositivi di sicurezza.