03 Mar Legge di bilancio 2026: INPS spiega le novità sulle pensioni
La legge di bilancio 2026 introduce una serie di modifiche rilevanti al sistema pensionistico, con interventi che toccano proroghe, incentivi e abrogazioni di norme introdotte negli anni precedenti. La nuova manovra punta da un lato a sostenere le fasce più fragili, dall’altro a ridefinire gli strumenti di flessibilità in uscita, confermando alcune misure e lasciandone scadere altre. Tra le novità principali figurano l’estensione dell’APE Sociale, l’aumento della maggiorazione sociale per i pensionati con redditi bassi, l’ampliamento degli incentivi per chi sceglie di restare al lavoro oltre i requisiti minimi e la cancellazione della possibilità di utilizzare le rendite della previdenza complementare per raggiungere le soglie contributive. Non vengono invece rinnovate Opzione Donna e Quota 103, che restano accessibili solo a chi aveva maturato i requisiti entro le scadenze previste. Un quadro complessivo che ridisegna l’accesso alla pensione nel 2026 e che richiede particolare attenzione da parte di lavoratori e pensionati. Ecco il dettaglio, spiegato dalla circolare INPS 25 febbraio 2026, n. 19,:
L’APE Sociale viene prorogata fino al 31 dicembre 2026, mantenendo invariati i requisiti di accesso, tra cui il compimento dei 63 anni e cinque mesi e le regole sull’incumulabilità con i redditi da lavoro, ad eccezione di quelli da lavoro autonomo occasionale entro i 5.000 euro lordi annui. Le domande potranno essere presentate entro il 30 novembre 2026.
Per sostenere i pensionati in difficoltà economica, la legge aumenta di 20 euro mensili l’incremento della maggiorazione sociale e innalza di 260 euro annui il limite reddituale per accedervi.
Per chi ne è già titolare, invece, il beneficio viene riconosciuto automaticamente.
Novità anche per chi sceglie di restare al lavoro oltre i requisiti minimi: l’incentivo al posticipo del pensionamento viene esteso ai lavoratori dipendenti che maturano entro il 31 dicembre 2026 i requisiti per la pensione anticipata ordinaria (41 anni e 10 mesi di contributi per le donne, 42 anni e 10 mesi per gli uomini).
Viene invece abrogata la norma, introdotta appena un anno fa dalla legge di bilancio 2025, che consentiva di computare le rendite della previdenza complementare per raggiungere la soglia minima richiesta per la pensione anticipata o di vecchiaia nel sistema contributivo.
La circolare informa, inoltre, che non sono state prorogate né la pensione anticipata “Opzione donna“, né la pensione anticipata flessibile “Quota 103“, che rimangono accessibili solo per chi aveva maturato i relativi requisiti rispettivamente entro il 31 dicembre 2024 e il 31 dicembre 2025.
