12 Mag Legge 104, cambia tutto: come funziona davvero la nuova procedura dal 2026
Dal 1° marzo 2026 il percorso per ottenere il riconoscimento della disabilità e accedere alle tutele della Legge 104 non è più quello che milioni di cittadini hanno conosciuto negli ultimi decenni. La riforma introdotta dal Decreto Legislativo 62/2024 ha ridisegnato l’intero sistema, puntando su una procedura più diretta, digitale e centrata sulla persona. Il cambiamento è profondo e riguarda sia il ruolo dei medici sia il modo in cui l’INPS valuta la condizione di disabilità. È una trasformazione che ha un impatto immediato su famiglie, lavoratori e caregiver.
La novità più evidente è che il certificato medico introduttivo diventa automaticamente la domanda ufficiale. Non esiste più la vecchia trafila in tre passaggi — certificato, domanda tramite CAF o patronato, visita — perché l’invio telematico del certificato all’INPS avvia da solo l’intero iter, eliminando passaggi amministrativi e riducendo i tempi di attesa. Nelle province già coinvolte nella sperimentazione, questo significa che il cittadino non deve più presentare alcuna domanda separata: è il medico a far partire tutto con un unico atto digitale.
La riforma è già attiva in 40 nuove province, tra cui Roma, Milano, Torino, Bologna, Venezia, Verona, Bergamo, Cagliari, Catania e Messina, mentre altre aree erano state coinvolte già nel 2025. Il nuovo sistema diventerà nazionale dal 1° gennaio 2027, quando terminerà la fase sperimentale prevista fino al 31 dicembre 2026. Fino a quel momento, chi vive nelle province non ancora incluse continuerà a seguire le vecchie procedure.
Il cambiamento più profondo riguarda però il ruolo del medico certificatore. Non tutti i medici possono redigere il certificato introduttivo: per farlo devono accedere alla piattaforma INPS, dichiarare di possedere la firma digitale e dimostrare di aver completato il dossier formativo previsto dalla FNOMCeO per il triennio 2023‑2025. La riforma attribuisce al medico una responsabilità diretta e personale: non può più limitarsi a riportare diagnosi di altri specialisti, ma deve certificare in prima persona la condizione del paziente e assumersi la piena responsabilità di quanto attesta.
Accanto alla nuova centralità del medico, la riforma introduce anche un diverso modo di valutare la disabilità. Entra infatti in scena il questionario WHODAS 2.0, uno strumento internazionale sviluppato dall’OMS che misura la disabilità secondo un approccio biopsicosociale. Quando la valutazione avviene senza visita diretta, la compilazione del WHODAS diventa obbligatoria. È un passaggio culturale importante: non si guarda più solo alla percentuale di invalidità, ma alla persona nella sua interezza, alle sue difficoltà quotidiane, ai contesti in cui vive e alle sue potenzialità.
La valutazione non è più affidata a una sola figura, ma a una Unità di Valutazione di Base composta da quattro professionisti: due medici nominati dall’INPS (uno dei quali specialista in medicina legale e presidente), un professionista sanitario indicato dalle associazioni di categoria e una figura dell’area psicologica o sociale. È una composizione che riflette l’approccio multidimensionale voluto dalla riforma, capace di considerare aspetti clinici, sociali e psicologici in un’unica cornice valutativa.
Nonostante la rivoluzione procedurale, i diritti garantiti dalla Legge 104 restano invariati. Permessi retribuiti, congedi, agevolazioni fiscali e priorità nel lavoro agile non subiscono modifiche. I tre giorni mensili continuano a essere coperti da contribuzione figurativa e valgono come giorni lavorati ai fini pensionistici. Ciò che cambia non è il contenuto delle tutele, ma il modo in cui si accede ad esse: un percorso più semplice, più digitale e più coerente con una visione moderna della disabilità.
In sintesi, la nuova normativa punta a un sistema più rapido, uniforme e centrato sulla persona. Per chi vive nelle province già coinvolte, il primo passo è rivolgersi a un medico certificatore abilitato INPS, che con un solo invio telematico avvia l’intero procedimento. Dal 2027, questo sarà il modello unico per tutto il Paese, segnando una delle più importanti riforme della Legge 104 degli ultimi anni.
