Lavoro e Jobs Act: la Consulta ribalta il risultato del referendum

Lavoro e Jobs Act: la Consulta ribalta il risultato del referendum

La Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale il tetto massimo di sei mensilità previsto dal Jobs Act come indennità risarcitoria per i lavoratori licenziati illegittimamente nelle imprese con meno di 15 dipendenti: era stato l’oggetto di uno dei quesiti di un referendum che non aveva raggiunto il quorum nel 2016.

⚖️ Motivi della decisione:

  • Il limite fisso non considera la gravità del licenziamento, le peculiarità del singolo caso né la reale forza economica dell’azienda.
  • Tale soglia non consente ai giudici di personalizzare e rendere adeguato il risarcimento, contrariamente ai principi di giustizia.
  • C’è inoltre una disparità rispetto alle imprese più grandi, dove l’indennità può essere maggiore.

🔄 Implicazioni politiche:

  • La Consulta riporta in auge uno dei quesiti referendari promossi dalla CGIL nel 2016, che non raggiunse il quorum, sancendo di fatto la vittoria del sì a posteriori.
  • I sindacati (CGIL, CISL, UIL) hanno accolto positivamente la sentenza, auspicando una nuova legge che coinvolga le parti sociali.
  • Le opposizioni (Pd, M5s, Avs) tornano alla carica, mentre il presidente della commissione Lavoro, Walter Rizzetto (Fdi), attribuisce la decisione alla mancata revisione della norma dal 2015.