05 Ago L’arte dei muretti a secco patrimonio immateriale dell’Umanità
L’Italia, in collaborazione con Croazia, Cipro, Francia, Grecia, Slovenia, Spagna e Svizzera, ha ottenuto nel 2018 il riconoscimento UNESCO nella Rappresentativa del Patrimonio Immateriale dell’Umanità per l’arte del muretto a secco, un’opera culturale internazionale di grande rilievo.
La tecnica di costruzione dei muretti a secco consiste nel realizzare strutture verticali di sostegno sistemando le pietre locali una sopra l’altra, senza alcun legante. Queste conoscenze pratiche vengono tramandate nelle comunità rurali e hanno radici profonde.
Le strutture con muri a secco sono usate come rifugi per l’agricoltura o l’allevamento di bestiame e testimoniano i metodi usati dalla preistoria ad oggi per organizzare la vita e gli ambienti lavorativi, ottimizzando le risorse umane e naturali.
Tali costruzioni dimostrano l’armoniosa relazione tra gli uomini e la natura e allo stesso tempo rivestono un ruolo vitale per prevenire le frane, le inondazioni e le valanghe, ma anche per combattere l’erosione del suolo e la desertificazione.
In Valtellina esiste una vasta area terrazzata, in parte coltivata a vite, sorretta da 2.500 km di muretti realizzati a secco.
