24 Mag Il caso degli autovelox non omologati a Lugo di Romagna e il ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha emesso una sentenza destinata a fare storia, ribadendo che le multe provenienti da autovelox approvati ma non omologati sono illegittime . Il caso riguarda il Comune di Lugo di Romagna, che aveva presentato ricorso dopo che il Tribunale di Ravenna aveva annullato sei verbali elevati a un’automobilista, sanzioni basate su un dispositivo risultato approvato ma non omologato .
L’automobilista aveva inizialmente visto respinto il proprio appello dal Giudice di Pace, ma il Tribunale aveva poi ribaltato la decisione, dichiarando illegittime le multe. Il Comune di Lugo, sostenuto dall’Unione dei Comuni della Bassa Romagna, aveva insistito nel ricorso sostenendo che le norme più recenti avessero superato l’obbligo di omologazione .
La Cassazione ha però respinto il ricorso, dichiarandolo inammissibile ai sensi dell’art. 360 bis c.p.c., poiché la decisione del Tribunale era perfettamente conforme alla giurisprudenza consolidata della stessa Corte, che già con l’ordinanza 10505/2024 aveva stabilito l’illegittimità degli accertamenti effettuati con autovelox non omologati .
L’elemento più rilevante della sentenza è però un altro: il Comune di Lugo è stato condannato per lite temeraria, avendo proseguito l’azione legale pur conoscendo l’infondatezza della propria posizione. La Corte ha ritenuto che l’amministrazione avesse insistito in un ricorso privo di basi giuridiche, aggravando inutilmente il contenzioso .
La condanna comporta:
- pagamento delle spese legali (circa 800 euro)
- maggiorazione del 15% per spese forfettarie
- 200 euro di esborsi
- ulteriori 800 euro all’automobilista come risarcimento equitativo
- 500 euro alla Cassa delle ammende
La sentenza è considerata storica, perché mette le amministrazioni locali di fronte alle proprie responsabilità e potrebbe aprire la strada a ulteriori ricorsi e condanne, soprattutto nei Comuni che continuano a utilizzare dispositivi non omologati nonostante il quadro normativo sia “chiaro e cristallino” .
Il caso ha inoltre riacceso l’attenzione sulle denunce dell’associazione Altvelox, che continua a segnalare situazioni analoghe in altri territori, come Pergine Valsugana, dove il sindaco Marco Morelli ha dichiarato: «spegnere i rilevatori significa togliere i limiti di velocità: è una cosa che non possiamo fare».
