Firmato l’accordo di libero scambio tra Unione Europea e India: le limitazioni sull’agricoltura

Firmato l’accordo di libero scambio tra Unione Europea e India: le limitazioni sull’agricoltura

Il 27 gennaio l’Unione Europea e l’India hanno chiuso i negoziati per un nuovo accordo di libero scambio, destinato a diventare il più ampio mai siglato da entrambe le parti e al mondo, visto che riguarda oltre due milioni di abitanti. L’intesa punta a rafforzare i rapporti economici e politici tra la seconda e la quinta economia mondiale, in un contesto segnato da tensioni geopolitiche e incertezze globali, ribadendo la volontà comune di sostenere un commercio aperto e regolato da norme condivise.

L’accordo prevede un forte impulso alle esportazioni europee verso l’India grazie alla cancellazione o alla riduzione dei dazi sul 96,6% dei prodotti Ue, con un risparmio stimato in circa 4 miliardi di euro l’anno. Bruxelles sottolinea che si tratta della maggiore apertura commerciale mai concessa dall’India a un partner. I dazi sulle automobili scenderanno dall’attuale 110% a un minimo del 10%, mentre quelli sui componenti saranno eliminati nell’arco di cinque-dieci anni. Verranno inoltre ridotte in modo significativo le tariffe su macchinari (fino al 44%), prodotti chimici (22%) e farmaceutici (11%).

Anche il settore agroalimentare europeo beneficerà di tagli importanti: i dazi medi superiori al 36% saranno abbattuti o ridotti, con esempi rilevanti come il vino (dal 150% al 75% subito, poi fino al 20%), l’olio d’oliva (dal 45% allo 0% in cinque anni) e i prodotti trasformati come pane e dolciumi (eliminazione di dazi fino al 50%). Restano però tutelati i comparti agricoli più sensibili: carne bovina, carne avicola, riso e zucchero non rientrano nella liberalizzazione.

La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha definito l’intesa la creazione di “un’area di libero scambio da 2 miliardi di persone”, destinata a generare benefici economici per entrambe le economie. E ha aggiunto che l’accordo rappresenta un segnale forte al resto del mondo: la cooperazione fondata su regole condivise continua a produrre risultati concreti.