17 Mag “Europa più leggera: trent’anni per tagliare il 40% delle emissioni, ora la sfida è il suolo”
Negli ultimi trent’anni l’Unione europea ha compiuto un percorso di riduzione delle emissioni climalteranti che oggi assume un valore storico. I dati ufficiali inviati all’UNFCCC e analizzati dall’Agenzia Europea dell’Ambiente mostrano che tra il 1990 e il 2024 le emissioni nette di gas serra dell’UE sono diminuite del 40%, raggiungendo il livello più basso mai registrato.
Il calo è proseguito anche nell’ultimo anno: tra il 2023 e il 2024 si registra un’ulteriore riduzione del 3%, con un totale di circa 2,8 miliardi di tonnellate di CO₂ equivalente emesse. Parallelamente, le emissioni pro capite sono scese da 11 a circa 6 tonnellate annue per abitante. Ciò è avvenuto mentre l’economia europea cresceva del 70%, segno di un progressivo disaccoppiamento tra sviluppo economico ed emissioni.
I settori che hanno guidato la riduzione
Il contributo principale arriva dal settore energetico, dove le emissioni sono diminuite del 58% rispetto al 1990 grazie al crollo dell’uso del carbone e alla crescita delle rinnovabili, che oggi rappresentano il 25% del consumo energetico e il 47% della produzione elettrica europea. Anche industria e settore residenziale hanno inciso in modo significativo: le emissioni industriali si sono quasi dimezzate, mentre quelle domestiche sono calate di oltre il 40% grazie a edifici più efficienti e minore domanda di riscaldamento.
I settori in difficoltà
Il quadro cambia osservando i comparti in controtendenza. Le emissioni del trasporto su strada sono aumentate del 24% rispetto al 1990, segno che la domanda di mobilità cresce più rapidamente delle soluzioni tecnologiche disponibili . Ancora più critico è il settore LULUCF (uso del suolo, cambiamento di uso del suolo e foreste): la capacità di assorbimento del carbonio delle foreste europee si sta indebolendo a causa dell’invecchiamento degli stock forestali, dell’aumento dei prelievi e degli effetti del cambiamento climatico . Il “pozzo di carbonio” naturale dei suoli forestali perde efficacia proprio mentre cresce il bisogno di rimuovere CO₂ dall’atmosfera.
Il ruolo dei gas diversi dalla CO₂
La riduzione non riguarda solo l’anidride carbonica: le emissioni di metano sono diminuite del 42% e quelle di protossido di azoto del 40%, grazie a pratiche agricole più efficienti e a una migliore gestione dei rifiuti e dei reflui zootecnici.
Le politiche europee e il sistema ETS
Un ruolo decisivo è stato svolto dalle politiche climatiche dell’UE. L’EU Emissions Trading System (ETS) ha guidato gran parte delle riduzioni nei settori energetici e industriali, con oltre tre quarti delle riduzioni dal 2005 attribuibili ai comparti regolati da questo meccanismo.
Oggi l’UE rappresenta circa il 5% delle emissioni globali, contro il 14% del 1990, un dato che riflette sia i progressi europei sia la crescita delle emissioni in altre economie mondiali.
Il nodo cruciale: la salute del suolo
L’articolo sottolinea che la transizione climatica non può dirsi completa senza una strategia parallela di tutela dei suoli. La capacità dei sistemi terrestri di assorbire carbonio, sostenere biodiversità e regolare i cicli biogeochimici è oggi un fattore strategico per raggiungere la neutralità climatica al 2050. Le proiezioni indicano che le emissioni europee continueranno a diminuire, ma per centrare gli obiettivi sarà necessario rafforzare il ruolo dei suoli come serbatoi di carbonio e integrare le politiche climatiche con quelle di uso del territorio.
Fonte: Re Soil Foundation
