Cucina italiana: sostenibilità e diversità bioculturale nel Patrimonio Culturale Immateriale UNESCO

Cucina italiana: sostenibilità e diversità bioculturale nel Patrimonio Culturale Immateriale UNESCO

La cucina italiana, tra “sostenibilità e diversità bioculturale” è stata ufficialmente iscritta alla Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO, durante la ventesima sessione del Comitato Intergovernativo della Convenzione del 2003 in corso a Nuova Delhi.

Il riconoscimento valorizza una pratica quotidiana fatta di conoscenze, rituali e gesti che hanno generato un uso creativo e artigianale dei materiali, definendo un’identità condivisa e al tempo stesso plurale per cronologia e territori.
La candidatura conferma la cucina italiana come veicolo di cultura, capace di coniugare biodiversità, tradizione e innovazione.

L’UNESCO sottolinea la dimensione conviviale e sociale dei saperi trasmessi di generazione in generazione in tutto il Paese: la condivisione del cibo, la creatività gastronomica e lo stare insieme diventano strumenti di inclusività e sostenibilità ambientale.
L’iscrizione è l’esito di un lungo percorso di studio e coordinamento delle comunità proponenti, volto a mettere in luce le molte sfaccettature locali di un elemento che contraddistingue l’Italia in un’ottica di apertura e ospitalità. Applausi hanno accompagnato l’annuncio della delegazione italiana presente in sala.

La candidatura, avanzata nel 2023 dal “Collegio Culinario Associazione culturale per l’enogastronomia italiana” con Casa Artusi, l’Accademia della Cucina Italiana e la rivista “La Cucina Italiana”, promuove valori fondativi della tradizione: contrasto allo spreco alimentare, riduzione dell’uso di risorse e tutela della diversità bioculturale.
La decisione segna una svolta storica nei riconoscimenti gastronomici dell’UNESCO: per la prima volta viene premiata una tradizione culinaria nella sua globalità, superando l’approccio concentrato su singole pratiche o tecniche.
È un passaggio che rafforza l’immagine della cucina italiana come modello internazionale di responsabilità e inclusione.

Con questo ingresso, gli elementi italiani nella Lista del patrimonio immateriale salgono a 20, parte di un corpus di circa 800 elementi in 150 Paesi.
Tra i precedenti riconoscimenti figurano la Dieta Mediterranea (bene transnazionale, 2013), la Vite ad alberello di Pantelleria (2014), l’Arte del pizzaiuolo napoletano (2017) e la Cerca e cavatura del tartufo (2021).
La cucina italiana viene così consacrata come pratica quotidiana capace di unire comunità diverse, tutelare la biodiversità e ridurre gli sprechi, riflettendo l’eccezionale ricchezza culturale dei territori.