08 Set Costiera Amalfitana, i terrazzamenti entrano nel patrimonio agricolo mondiale FAO
La Costiera Amalfitana è celebre non solo per i suoi borghi pittoreschi e il mare cristallino, ma anche per un paesaggio modellato dall’ingegno umano: i terrazzamenti. Queste strutture agricole, costruite lungo i pendii scoscesi, rappresentano una risposta secolare alle difficili condizioni topografiche. Le mura di contenimento, dette “macere”, sono realizzate con la tecnica a secco, senza cemento, e testimoniano una sapienza artigiana tramandata di generazione in generazione.
L’origine dei terrazzamenti risale al periodo di massimo splendore del Ducato Amalfitano, tra XI e XII secolo. Da allora, le pratiche agricole sono rimaste pressoché immutate, rendendo questa agricoltura “eroica” un simbolo di resilienza e sostenibilità. Ogni terrazzamento è un microcosmo di conoscenze tecniche, ambientali e culturali, che ha permesso alla popolazione locale di coltivare limoni, viti e ortaggi in un ambiente altrimenti inaccessibile.
Uno studio del Piano di Gestione del Sito UNESCO ha stimato che l’estensione lineare delle macere nella Costiera Amalfitana supera i 4.000 km, un dato sorprendente che regge il confronto con la Grande Muraglia Cinese. Tuttavia, negli ultimi decenni, l’abbandono di molte aree terrazzate ha causato una perdita significativa di superficie agricola e di saperi tradizionali, minacciando l’equilibrio tra uomo e ambiente.
Visitare i terrazzamenti di comuni come Ravello, Tramonti, Scala e Furore significa immergersi in un paesaggio culturale unico, dove la natura e l’intervento umano convivono in armonia. I percorsi pedonali che attraversano queste aree offrono un’esperienza autentica, fatta di fatica, bellezza e memoria. I terrazzamenti non sono solo un patrimonio agricolo, ma anche un simbolo identitario da tutelare per le generazioni future.
