Cos’è il congedo parentale
Il congedo parentale è un periodo di astensione dal lavoro che i genitori iscritti alla Gestione Separata INPS possono richiedere per prendersi cura del proprio figlio nei primi anni di vita, oppure dopo un’adozione o un affidamento. Lo scopo è favorire la presenza del genitore in una fase fondamentale dello sviluppo del bambino.
A chi è rivolto
Possono richiedere il congedo parentale le lavoratrici e i lavoratori iscritti alla Gestione Separata, purché:
Non siano titolari di pensione;
Non siano iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie;
Abbiano versato il contributo aggiuntivo dello 0,72% previsto dalla legge.
Durata e modalità di fruizione
Il congedo può essere richiesto entro il compimento dei 12 anni del figlio, o dall’ingresso in famiglia/Italia in caso di adozione o affidamento.
Ogni genitore ha diritto a 3 mesi indennizzati, non trasferibili;
Sono previsti altri 3 mesi indennizzati utilizzabili alternativamente, fino a un massimo totale di 9 mesi;
In caso di parto plurimo, il limite di 9 mesi si applica per ogni figlio;
Il congedo può essere usato in modo continuativo o a giornate, ma non a ore.
Indennità e contribuzione
L’indennità giornaliera corrisponde al 30% del reddito medio giornaliero, calcolato su base annua (1/365) considerando i 12 mesi precedenti al congedo.
Il pagamento è effettuato direttamente dall’INPS;
I periodi di congedo indennizzati sono coperti da contribuzione figurativa;
L’indennità si prescrive entro un anno dalla fine del periodo di congedo, salvo interruzione con atti formali da parte del richiedente.
Requisiti specifici
Per accedere al congedo parentale, il lavoratore deve:
Essere iscritto alla Gestione Separata in qualità di collaboratore o professionista;
Avere almeno un mese di contributi versati con l’aliquota maggiorata nei 12 mesi precedenti al congedo;
Avere un rapporto di lavoro ancora attivo nel periodo richiesto;
Essere effettivamente astensionista dal lavoro.
In caso di adozione o affidamento, valgono le stesse regole, ma il congedo può essere usato entro 12 anni dall’ingresso del minore in famiglia o in Italia.
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