12 Mag Assicurazione RC, cambia tutto: il nuovo decreto chiarisce obblighi e casi esclusi
Per chi guida moto e scooter, la normativa sull’assicurazione di responsabilità civile entra in una fase decisiva. Dopo mesi di dubbi interpretativi, il nuovo decreto legislativo pubblicato il 12 maggio mette finalmente ordine nell’obbligo assicurativo introdotto quando l’Italia ha recepito la Direttiva europea 2021/2018, che estende la copertura RC a tutti i veicoli, anche quelli che non circolano su strada.
Il provvedimento chiarisce innanzitutto che non devono essere assicurati i mezzi privi delle “parti essenziali” che li rendono stabilmente inutilizzabili. È una precisazione importante, perché fino a oggi non era chiaro se anche un veicolo smontato o non funzionante dovesse comunque essere coperto da una polizza. Sarà il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti a definire con un decreto successivo quali componenti rientrano in questa categoria.
Un’altra novità riguarda i veicoli storici e da collezione: quelli dotati di Certificato di Rilevanza Storica potranno essere assicurati con formule specifiche, limitate al solo rischio statico. In musei, esposizioni o contesti in cui non circolano, basterà una copertura che protegga da danni accidentali come la caduta dal cavalletto, senza necessità di una RC tradizionale pensata per l’uso su strada.
Restano invece ancora da definire alcuni casi particolari, come il destino assicurativo delle moto appena uscite dalla catena di montaggio o di quelle in attesa di vendita nei concessionari. Una lettura più rigida della direttiva europea imporrebbe la copertura immediata, come già accade in Francia, dove l’assicurazione viene associata direttamente al numero di telaio del veicolo nuovo. Tuttavia, secondo quanto emerge dal decreto, l’Italia dovrebbe esonerare i costruttori da questo onere, e lo stesso principio dovrebbe valere per i concessionari, che oggi utilizzano polizze “a libro matricola” attivabili solo quando un mezzo esce effettivamente su strada.
Un’ulteriore area grigia riguarda l’uso delle moto in pista o durante competizioni, spesso prive di targa. In teoria, essendo comunque motoveicoli, dovrebbero rientrare nell’obbligo assicurativo. Il decreto chiarisce però che in questi casi non serve una RC stradale: è sufficiente la polizza standard già prevista dal proprietario o dalla direzione del circuito, che copre i danni legati all’attività sportiva.
Il quadro normativo, pur più chiaro rispetto al passato, resta in evoluzione. Nei prossimi giorni il Ministero pubblicherà una serie di FAQ per sciogliere gli ultimi nodi interpretativi, soprattutto per quanto riguarda i veicoli nuovi e quelli in esposizione presso i dealer.
Per ora, il messaggio è semplice: l’obbligo assicurativo RC si estende, ma non in modo indiscriminato. Il decreto introduce criteri più realistici e distingue tra mezzi realmente utilizzabili e veicoli che, per condizioni o contesto, non rappresentano un rischio dinamico.
