12 Ott Approvata la direttiva “Breakfast”: nuove regole per miele, succhi e confetture
Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto che recepisce la direttiva europea “Breakfast”, introducendo importanti novità per la tracciabilità e la trasparenza di alimenti di largo consumo come miele, succhi di frutta e confetture. Le nuove regole, operative dal 14 giugno 2026, puntano a migliorare l’informazione al consumatore e a valorizzare la qualità dei prodotti italiani.
🍯 Miele: origine obbligatoria e nuova classificazione
- Le etichette dei mieli confezionati dovranno indicare i Paesi di origine delle miscele, in ordine decrescente e con le relative percentuali.
- Se quattro Paesi contribuiscono insieme ad almeno il 60% del contenuto, non sarà necessario indicare le percentuali degli altri.
- La dicitura “miele filtrato” sarà sostituita da “miele ad uso industriale”, per evitare ambiguità e chiarire l’uso esclusivamente culinario.
- Con una produzione nazionale di circa 24.000 tonnellate annue, queste misure rafforzano la tutela del miele italiano rispetto a prodotti di bassa qualità provenienti da Paesi extra-Ue.
🍹 Succhi di frutta: meno zuccheri, più chiarezza
La direttiva introduce tre nuove categorie di succhi con ridotto contenuto di zuccheri:
- Succo di frutta a tasso ridotto di zuccheri
- Succo da concentrato a tasso ridotto di zuccheri
- Succo concentrato a tasso ridotto di zuccheri
Tutti dovranno contenere almeno il 30% di zuccheri in meno rispetto alla versione standard, offrendo ai consumatori una scelta più consapevole tra opzioni classiche e light.
🍓 Confetture: più frutta per kg
La quantità minima di frutta nelle confetture viene aumentata:
- Confetture: da 350g a 450g per kg (dal 35% al 45%)
- Confetture extra: da 450g a 500g per kg (dal 45% al 50%)
Le marmellate italiane già superano questi standard, e la nuova normativa potrà stimolare una maggiore valorizzazione del comparto ortofrutticolo nazionale.
📅 Quando entrano in vigore le nuove etichette
Le nuove regole saranno obbligatorie dal 14 giugno 2026. I prodotti già in commercio potranno essere venduti fino a esaurimento scorte, rendendo possibile una transizione graduale tra vecchie e nuove etichette.
