18 Mag Allarme clima e guerre: sotto pressione quantità e qualità della produzione agricola
Secondo lo studio Building Resilience in Agrifood Supply Chains, realizzato da Boston Consulting Group insieme a Quantis la produzione agricola mondiale potrebbe ridursi fino al 35% entro il 2050. A minacciarla sarebbe una combinazione di fattori: eventi climatici estremi sempre più frequenti, conflitti geopolitici e una forte dipendenza da poche colture concentrate in un numero ristretto di Paesi.
Sempre secondo l’analisi riportata dall’Ansa, il 65% della produzione agricola e il 70% dell’apporto calorico globale si baserebbero su appena 15 colture. Una fragilità strutturale che espone il sistema agroalimentare a shock sempre più intensi. Il rapporto propone una roadmap per costruire filiere più resilienti. Le priorità: innovazione genetica per colture resistenti al clima, maggiore diversificazione, agricoltura rigenerativa, tecnologie post-raccolta per ridurre sprechi.
Cruciale rimane per il rapporto il ruolo della finanza: servono nuovi strumenti per sostenere agricoltori nel cambiamento. Infine, lo studio sottolinea l’importanza di partnership a lungo termine tra imprese e fornitori per garantire stabilità e sostenibilità. La crisi delineata è concreta, ma potrebbe essere mitigata attraverso interventi mirati e coordinati lungo l’intera filiera.
